Non è un paese per giovani

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Non è un paese per giovani (e neanche un gran successo…)

Uscito nelle sale solo da una settimana, Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi rimane ancora un po’ sotto tono, schiacciato dall’imponente mole de La Bella e la Bestia. Tuttavia, un film dal sapore sociologico che riesce a toccare le corde dell’animo. Soprattutto perché ci mette di fronte ad un finale con due riflessioni. Da un lato il senso dell’avventura vissuto dai protagonisti. Dall’altro il sogno di un grande domani, letto nel desiderio di espatrio.

La trama

Cosa ci racconta il film? La trama piuttosto semplice, nulla a che fare con “Italians” di Castellitto e Scamarcio nel 2008.

Qui i protagonisti sono tre. Luciano e Sandro, due amici che decidono di lasciare l’Italia per trasferirsi a Cuba.

E poi c’è Nora, una giovane ragazza italiana che hanno conosciuto su un internet prima della partenza e che li aiuterà ad inserirsi una volta arrivati lì.

Nora è una ragazza semplice e un po’ “svitata”. Si è trasferita a Cuba dopo la morte del fidanzato avvenuta in un incidente d’auto, dove lei ha riportato un trauma cranico. Il film inizia con questo trio un po’ particolare. Ma già dopo la fine della prima parte, la trama tende a perdere di quella “verve” iniziale.

Nella seconda parte infatti il film un po’ si perde. Mentre ci fa credere di voler trattare le tematiche degli italiani che all’estero cercano lavoro e realizzazione, finisce per raccontarci solo una avventura formativa che nulla a che vedere con il bisogno di cercare un futuro.

Per fortuna la trama sul finale si riprende leggermente. Questo grazie alle interviste degli italiani all’estero, lasciando un po’ di speranza e di malinconia allo stesso tempo.

Un film fra alti e bassi

Ma dov’è che inizia ad annaspare Non è un paese per giovani? Si parte con uno sprint iniziale, concentrato sul destino dei due protagonisti e sulla ragazza “scema”. Poi inizia ad appannarsi un po’, quando la trama si concentra solo sulle avventure di Sandro.

Cosa succede in questa seconda parte?

Luciano si perde in combattimenti clandestini. Sandro segue il suo sogno e cerca di aprire un ristorante nella terra caraibica.

Una nota di colore viene data spontaneamente dal mattatore Nino Frassica, che nel film interpreta un pizzaiolo trasferito a Cuba e che con le sue battute, rende un po’ più piacevole questa seconda parte.

Ma aldilà del fatto che il film possa piacere o meno, quello dipende molto anche dai gusti personali, c’è un aspetto da sottolineare. Ovvero il coraggio del regista di mettersi nuovamente in gioco con una trama che scatena le coscienze e che suscita polemiche.

In “Non è un paese per giovani” non si parla solo di italiani che vanno a cercare fortuna all’estero. Si solleva una questione molto più seria: quella di un’Italia mediocre. Un’Italia distrutta dalle generazioni precedenti e lasciata ora in eredità a quelle future.

Questo aspetto viene messo perfettamente in luce dal destino di Luciano. Infatti, per dare sfogo al suo malessere, una volta giunto a Cuba, si troverà impigliato in un giro di combattimenti clandestini.

Quello che però sicuramente ci piace del film è la location balneare. Anche le musiche dei Negroamaro, rendono alcune scene davvero suggestive. Mentre la presenza di Frassica e di Rubino, sono una garanzia di riuscita, anche se piuttosto sconnessi tra loro.

Cosa dire in sintesi del film di Veronesi?

Manca un po’ di equilibrio nonostante il titolo accattivante. Andrebbe dato un premio a Veronesi solo per il coraggio con cui ha dato vita a questo film e per la maestria con cui ha diretto i personaggi. Nell’insieme un film godibile ma senza nessuna grande aspettativa.

Tuttavia prima di concludere mi piacerebbe sottolineare ancora un atro aspetto, che forse non viene messo così in luce ma che esiste: il senso della famiglia. Nelle tre storie che si intrecciano, si sente forte questo peso.

Nora, che dopo la disgrazia del fidanzato, trova forza e coraggio nella nuova famiglia cubana.

Sandro (figlio di Rubini) che per realizzare il suo sogno viene aiutato dal padre che gli darà una parte della sua eredità.

E infine Luciano, che con i suoi genitori ha rapporti difficili e proprio per sfogare la sua rabbia si perde nel mondo della delinquenza.

Tre storie apparentemente lontane che si intrecciano fra sogni e comprensione.

Una valutazione su “Non è un paese per giovani