Il fantasma di Canterville

Capitolo 6 — Il mandorlo fiorito

Capitolo 6 di 6

All’ora di cena Virginia non si presentò a tavola.

All’inizio nessuno si preoccupò. Poi la cercarono in giardino, nelle stalle, lungo il fiume. Il signor Otis partì a cavallo verso la stazione. Washington e i gemelli batterono il parco con le lanterne. La signora Otis restò sulla porta, pallida, senza riuscire a stare ferma.

Virginia non c’era da nessuna parte.

Rientrarono tutti a mezzanotte, stravolti, e si sedettero in silenzio nell’ingresso. Fu allora che l’orologio del castello batté i dodici colpi.

Al dodicesimo colpo si sentì un rombo, come di un tuono lontano. Un pannello di legno in cima alle scale si aprì con uno scatto, e Virginia uscì dal muro. Era pallida, con in mano un piccolo scrigno, e aveva gli occhi lucidi.

La madre la strinse forte. I gemelli le ballarono intorno. Il signor Otis voleva sapere, e subito, dove diavolo fosse stata.

«Papà» disse Virginia piano «sono stata con il fantasma. Adesso è andato. Prima di andarsene mi ha dato questi gioielli. Venite. Vi faccio vedere.»

Li condusse attraverso il passaggio segreto, lungo un corridoio stretto e buio, fino a una stanzetta bassa con una finestrella a grata. Nel muro era fissato un grosso anello di ferro. Per terra, legato con una catena, c’era uno scheletro antico, disteso come se dormisse. Accanto, fuori dalla sua portata, un piatto e una brocca vuoti.

Era Sir Simon de Canterville. I fratelli di Lady Eleonore lo avevano chiuso lì dentro, trecento anni prima, e lì era rimasto.

Virginia si inginocchiò accanto a lui e congiunse le mani. Nessuno disse niente. I gemelli, per una volta, stavano zitti.

Poi uno dei due guardò fuori dalla grata e diede di gomito al fratello.

«Guarda» sussurrò. «Il vecchio mandorlo.»

Nel parco c’era un mandorlo secco che non dava fiori da un tempo che nessuno ricordava. Adesso, sotto la luna, era coperto di fiori bianchi.

«Dio lo ha perdonato» disse Virginia, alzandosi. E aveva il viso illuminato.

Quattro giorni dopo Sir Simon ebbe finalmente un funerale, di notte, alla luce delle torce, e fu sepolto sotto un vecchio tasso, in un angolo quieto del cimitero. Virginia depose sulla tomba una croce di fiori di mandorlo bianchi e rosa. E in quel momento, dicono, un usignolo cominciò a cantare.

Il signor Otis voleva restituire i gioielli a Lord Canterville. Ma Lord Canterville, commosso, rispose che erano di Virginia e di nessun altro. Lei se ne era guadagnata ogni perla.

Anni dopo, quando Virginia era ormai una giovane donna, suo marito le chiese una volta che cosa fosse successo davvero, quella notte, dentro il muro.

Virginia arrossì e sorrise.

«Non me lo chiedere» disse. «Non te lo posso dire. Ma il fantasma mi ha insegnato una cosa. Mi ha fatto capire che cos’è la vita, che cosa significa la morte, e perché l’amore è più forte di tutte e due.»

E da quella notte, al castello di Canterville, nessuno sentì più catene trascinarsi nei corridoi. La macchia vicino al camino non tornò mai più.

Parole della storia
arazzo
Grande tessuto decorato con scene o figure, appeso alle pareti dei castelli.
cerbottana
Tubo in cui si soffia per lanciare piccoli proiettili, come palline di carta.
governante
Donna che in una grande casa si occupa dei servitori e di far funzionare la casa.
mandorlo
Albero da frutto che in primavera si riempie di fiori bianchi e rosa.
profezia
Annuncio misterioso di qualcosa che accadrà in futuro.
scrigno
Piccola cassa, spesso decorata, in cui si tengono gioielli e cose preziose.
spettro
Altro nome del fantasma, lo spirito di un morto che appare ai vivi.
tasso
Albero sempreverde con foglie scure e aghi, spesso piantato nei cimiteri.
usignolo
Piccolo uccello che canta in modo bellissimo, anche di notte.

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Speriamo ti sia piaciuta «Il fantasma di Canterville».

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