In moltissimi ascensori il pulsante "chiudi porte" è di fatto un pulsante placebo: premerlo non accelera davvero la chiusura. Spesso è disattivato per legge — in particolare negli Stati Uniti, dove le norme sull'accessibilità impongono che le porte restino aperte un tempo minimo — e funziona solo per i tecnici o i vigili del fuoco con una chiave. Serve però a un altro scopo: farci sentire in controllo.
Lo premiamo tutti, spesso più volte, convinti di far chiudere le porte prima. Ma quel pulsante funziona davvero? Nella maggior parte dei casi, la risposta è deludente.
Il pulsante che non fa nulla
In un gran numero di ascensori, il tasto “chiudi porte” non ha alcun effetto per il normale passeggero. Il motivo principale sono le norme sull’accessibilità: le porte devono restare aperte abbastanza a lungo da permettere anche a chi si muove con difficoltà — su una sedia a rotelle, con le stampelle, con un passeggino — di entrare in sicurezza. Se un pulsante potesse accorciare quel tempo, la sicurezza verrebbe meno.
Così il pulsante viene lasciato al suo posto, ma collegato a nulla per l’uso quotidiano. Resta attivo solo con una chiave o una modalità speciale, riservata a manutentori e vigili del fuoco, che in caso di emergenza hanno bisogno del controllo diretto.
Perché allora lasciarlo lì?
Se non fa niente, perché non toglierlo? Perché ha comunque una funzione psicologica. Premere un pulsante e vedere (poco dopo) le porte chiudersi ci dà la sensazione di avere il controllo sulla situazione e rende l’attesa più sopportabile. Gli psicologi lo chiamano proprio “pulsante placebo”.
Non è l’unico “pulsante finto”
Il “chiudi porte” è in buona compagnia. Molti altri comandi funzionano più sulla nostra mente che sulla realtà:
- I pulsanti pedonali a certi semafori, che in molte città a orari di punta seguono cicli automatici e ignorano la pressione.
- I termostati di alcuni uffici, tarati centralmente ma lasciati “regolabili” per accontentare i dipendenti.
- Vari pulsanti “annulla” o “accelera” in software e dispositivi, presenti più per rassicurare che per agire.
In conclusione
Il tasto “chiudi porte” è un piccolo, geniale compromesso tra sicurezza e psicologia: inutile nei fatti, prezioso per la nostra pazienza. La prossima volta che lo premi nervosamente, sappi che probabilmente stai solo… calmando te stesso. E va benissimo così.
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