La furia del vento del Nord
La prima raffica colpì il viandante come una spallata. L’uomo barcollò, si voltò di lato e strinse il mantello con tutte e due le mani.
Il vento soffiò più forte. Le foglie volarono via dagli alberi, la polvere si alzò dalla strada in nuvole intere, e i rami cominciarono a scricchiolare.
Il viandante abbassò la testa e continuò a camminare, piegato in avanti. Il mantello gli sbatteva addosso, ma lui lo teneva chiuso.
Allora il vento del Nord diede tutto quello che aveva. Soffiò come soffia in pieno inverno, con quel freddo che taglia la faccia, e per un momento sulla strada non si vide più niente.
Quando la polvere si posò, l’uomo era ancora lì.
Solo che adesso non teneva più il mantello con le mani: se l’era avvolto due volte intorno al corpo e aveva stretto la cintura, perché più il vento soffiava e più lui aveva freddo.
Il vento del Nord soffiò finché non ebbe più fiato. Poi si fermò, sfinito.
«Non ci riesco,» ammise.