Capitolo 3 — Il principe che ascoltò una canzone
Un giorno un principe, tornando da una battuta di caccia, si perse nel bosco fitto e sentì un canto così bello che smise di cercare la strada e cercò invece da dove venisse.
Girò a lungo prima di trovare la torre, alta e senza porte, e restò a guardarla senza capire come si potesse entrarci. Tornò il giorno dopo, e quello dopo ancora, nascosto fra gli alberi, finché non vide arrivare la maga e la sentì chiamare quelle parole:
«Raperonzolo, Raperonzolo, getta giù i tuoi capelli!»
E vide la treccia dorata calare, e la maga salire, come su una scala vera.
Quando la maga se ne fu andata, il principe si fece coraggio e chiamò a sua volta, con la voce più simile che riuscì a imitare. La treccia calò di nuovo, e lui salì, il cuore che batteva forte quanto i suoi passi.
Raperonzolo non aveva mai visto nessuno oltre alla maga, e sulle prime si spaventò. Ma il principe le parlò con gentilezza, le raccontò del regno oltre il bosco, delle strade, dei mercati, del mare che lei non aveva mai visto nemmeno in un disegno. E Raperonzolo, che di solitudine ne aveva accumulata parecchia, cominciò ad aspettare le sue visite come aspettava quelle della maga — ma con un’emozione diversa, più leggera, che le faceva battere il cuore in un modo nuovo.
Si videro così, di nascosto, per molte settimane, e il principe le promise che un giorno l’avrebbe portata fuori da quella torre, per sempre.