Capitolo 5 — Il deserto e i rovi
Quella sera stessa il principe tornò alla torre e chiamò come sempre. Ma questa volta a calare non fu una treccia dorata: la maga, rimasta ad aspettarlo, aveva legato la treccia tagliata a quel gancio apposta.
Il principe salì fiducioso, e si trovò davanti la maga invece di Raperonzolo.
«Non la rivedrai mai più,» gli disse.
Il principe, disperato, si lasciò cadere dalla finestra invece di scendere con calma, e atterrò in un cespuglio di rovi che gli graffiò gli occhi così a fondo da fargli perdere la vista.
Cieco e senza una meta, vagò per il regno per lungo tempo, mangiando quel poco che trovava, dormendo dove capitava, senza mai smettere di pensare a Raperonzolo e alla sua voce.
Raperonzolo, dal canto suo, non si perse d’animo. Nella landa deserta imparò a trovare acqua, a costruirsi un riparo, a riconoscere le piante buone da mangiare. E ogni sera, come aveva sempre fatto nella torre, cantava — non più per passare il tempo, ma perché cantare le ricordava chi era, e le dava la forza di continuare a sperare.