Il rumore delle tre e dieci

Tre colpi

Capitolo 1 di 5
Il pavimento di legno di una camera al buio illuminato di rosso dalla sveglia; sotto la porta chiusa una riga di luce fredda

La prima notte Bruno pensò di averlo sognato.

Si svegliò di colpo, con quella sensazione strana di quando ti svegli senza sapere perché, e rimase fermo sotto le coperte ad ascoltare la casa.

La casa faceva i rumori di sempre. Il frigorifero in cucina. Una macchina che passava lontano. Il vento che muoveva la tapparella della camera dei suoi.

Poi, da sotto il pavimento, arrivarono tre colpi.

Tum. Tum. Tum.

Non erano forti. Erano tre colpi normali, come quando qualcuno bussa a una porta sapendo che dall’altra parte c’è qualcuno.

Bruno guardò la sveglia sul comodino.

Le tre e dieci.

Restò immobile per un tempo lunghissimo, con il cuore che faceva molto più rumore dei colpi, e alla fine si addormentò senza accorgersene.

La seconda notte si svegliò da solo, due minuti prima.

Rimase a guardare i numeri rossi della sveglia che cambiavano — 3:08, 3:09 — e quando arrivò il 3:10 i tre colpi arrivarono puntuali.

Tum. Tum. Tum.

E allora Bruno capì una cosa che non gli piacque per niente: non era un sogno, e non era un caso.

Era un appuntamento.

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