Lo scherzo del pastorello
Il gregge era tranquillo. Il sole scaldava le pietre, l’erba era alta, e non succedeva assolutamente niente. Da ore.
Il pastorello contò le pecore. Erano quarantatré, come al mattino. Le contò di nuovo. Erano ancora quarantatré.
Fu allora che pensò: chissà che facce farebbero, giù al villaggio.
«Al lupo!» gridò con tutta la voce che aveva. «Al lupo! Sta prendendo le pecore!»
Quello che successe dopo superò ogni sua aspettativa. Dal villaggio uscirono uomini e donne di corsa, con i bastoni, con le forche, con i secchi ancora in mano. Salirono la collina senza fermarsi mai, rossi in faccia e senza fiato.
«Dov’è? Dov’è il lupo?»
Il pastorello scoppiò a ridere. Rise così tanto che dovette sedersi sull’erba.
«Non c’è nessun lupo,» disse. «Avreste dovuto vedervi.»
Nessuno rise con lui. Il più vecchio del villaggio lo guardò a lungo, poi disse solo: «Non si scherza con certe parole.» E tornarono giù in silenzio.