Al lupo! Al lupo! Il pastorello bugiardo

Il lupo vero

Capitolo 3 di 3

Il lupo arrivò una sera di fine autunno, quando la luce si stava spegnendo dietro le colline.

Il pastorello lo vide uscire dal bosco: grigio, magro, silenzioso. E capì subito che questa volta era diverso, perché il cuore gli si fermò e le gambe non gli rispondevano più.

Le pecore si strinsero l’una contro l’altra, terrorizzate.

«Al lupo!» gridò il ragazzo. «Al lupo! Vi prego, correte, c’è il lupo davvero!»

La sua voce arrivò fino al villaggio. Qualcuno alzò la testa. Qualcuno andò alla finestra e guardò verso la collina.

Poi tornò a sedersi.

«È di nuovo lui,» dissero. «Non ci casco un’altra volta.»

Il pastorello gridò finché non ebbe più voce. Nessuno salì.

La morale della favola è questa: chi dice bugie per gioco non perde solo la fiducia degli altri, perde qualcosa di più prezioso. Perde la possibilità di essere creduto proprio quando ne ha davvero bisogno.

Parole della storia
brucare
Mangiare l'erba, come fanno le pecore.
forca
Un attrezzo con le punte, usato dai contadini.
gregge
Un gruppo di pecore.
pastorello
Un ragazzo che porta le pecore a mangiare l'erba.
rimprovero
Le parole con cui si dice a qualcuno che ha sbagliato.
villaggio
Un paese piccolo, con poche case.

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Speriamo ti sia piaciuta «Al lupo! Al lupo! Il pastorello bugiardo».

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