Alice nel Paese delle Meraviglie

Nella tana del Bianconiglio

Capitolo 1 di 10

Alice cominciava ad annoiarsi da morire. Se ne stava seduta sull’argine del fiume accanto a sua sorella, che leggeva un libro senza figure e senza dialoghi. «E a che serve un libro,» pensava Alice, «senza figure e senza dialoghi?»

Fu proprio allora che le passò accanto, di corsa, un Coniglio Bianco con gli occhi rosa. Non era poi così strano. Ma quando il Coniglio tirò fuori un orologio dal taschino del panciotto, lo guardò e disse ad alta voce: «Povero me, povero me! Farò tardi!», Alice saltò in piedi. Perché non le era mai capitato di vedere un coniglio con un panciotto, e tantomeno con un orologio dentro.

Gli corse dietro attraverso il prato e fece appena in tempo a vederlo sparire in una grossa tana sotto la siepe. Alice ci si infilò dentro senza pensare nemmeno per un istante a come avrebbe fatto a uscirne.

La tana proseguiva dritta per un pezzo, poi sprofondava di colpo. Alice cadde.

Cadde così lentamente che ebbe tutto il tempo di guardarsi intorno. Le pareti del pozzo erano piene di scaffali, di mappe e di quadri appesi a dei chiodi. Passando prese un barattolo da una mensola: c’era scritto MARMELLATA DI ARANCE, ma era vuoto, e Alice lo rimise su un altro scaffale mentre continuava a cadere.

«Chissà quante miglia ho fatto,» disse ad alta voce. «Devo essere vicina al centro della Terra. E se cadessi dall’altra parte del mondo? Dovrò chiedere a qualcuno come si chiama il paese. Per favore, signora, siamo in Nuova Zelanda o in Australia?» E provò a fare un inchino mentre cadeva, il che è una cosa piuttosto difficile.

Poi, tonfo! Atterrò su un mucchio di foglie secche. Davanti a lei c’era un lungo corridoio, e in fondo il Coniglio Bianco che svoltava l’angolo mormorando: «Per le mie orecchie e i miei baffi, come si è fatto tardi!»

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