Il lupo alla casa della nonna
Il lupo arrivò trafelato davanti alla casetta della nonna e bussò alla porta: toc, toc.
«Chi è?» chiese la nonna dal suo letto.
«Sono io, Cappuccetto Rosso,» disse il lupo cercando di addolcire la voce. Ma la voce gli uscì roca e profonda, per niente somigliante a quella della bambina.
La nonna, che era vecchia ma tutt’altro che sciocca, si insospettì subito. «Quella non è la vocina della mia nipotina,» pensò, e il cuore le batté forte. Senza perdere un attimo, si alzò in punta di piedi, aprì il grande armadio di legno in fondo alla stanza e vi si nascose dentro, tirandosi la porta alle spalle.
Il lupo, non ricevendo risposta, spinse la porta che si aprì cigolando. Entrò, guardò il letto vuoto e ringhiò seccato: «Uffa, la vecchia non c’è!»
Ma essendo furbo, pensò a un piano: «Aspetterò la bambina.» Così indossò la cuffietta della nonna, si infilò sotto le coperte fino al naso e, con un sorriso astuto, si mise ad aspettare, tenendo d’occhio la porta.