Il taglialegna e il lieto fine
«Sono per… mangiare la mia torta!» ruggì il lupo saltando giù dal letto. Ma Cappuccetto Rosso, spaventata, fece un grande urlo e corse verso la porta.
Per fortuna, proprio in quel momento, passava lì vicino un taglialegna che stava lavorando nel bosco. Sentendo quel grido, accorse di corsa e spalancò la porta della casetta, alto e robusto, con la sua grossa scure in spalla.
«Fuori di qui, brutto lupaccio!» tuonò con voce possente, battendo il piede per terra.
Il lupo, vedendo quell’omone così deciso, si prese un tale spavento che gli tremarono le zampe. Con un balzo saltò giù dal letto, si infilò dalla finestra aperta e scappò a gambe levate nel folto del bosco, senza più voltarsi indietro. Non si fece mai più vedere in quei paraggi.
«C’è nessuno?» si sentì allora una vocina venire dall’armadio. Cappuccetto Rosso corse ad aprirlo e — che gioia! — ne uscì la nonna, un po’ spaventata ma sana e salva.
«Nonnina!» gridò Cappuccetto Rosso abbracciandola forte. Ringraziarono di cuore il coraggioso taglialegna, che sorrise e tornò al suo lavoro.
Poi si sedettero tutti insieme a tavola e si gustarono la focaccia, il miele e la torta. E Cappuccetto Rosso, quel giorno, imparò una lezione preziosa: ascoltare i consigli della mamma, restare sul sentiero e non fermarsi mai a parlare con gli sconosciuti. Da allora visse felice e attenta, e ogni volta che attraversava il bosco… andava dritta dritta dalla nonna.
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Speriamo ti sia piaciuta «Cappuccetto Rosso».
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