La zucca

Quando finalmente si liberò dalle mollette, Nino si sedette sul bordo di una finestra, e si sentì il fantasma più inutile del mondo.
Accanto a lui, sul davanzale, c’era una zucca.
Era intagliata, aveva due occhi triangolari e una bocca storta, e dentro aveva una candela accesa.
«Non ci riesco,» disse Nino.
La zucca non rispose, perché le zucche non parlano. Ma la sua fiammella si mosse, e per un attimo la luce disegnò sul muro un’ombra grande, altissima, con due braccia lunghe.
Era l’ombra di Nino.
Allora Nino capì. Si mise dentro la zucca, si affacciò dalla bocca storta, aspettò che passasse qualcuno — e quando arrivò un ragazzino grande, di quelli che non hanno paura di niente:
«BUUU!» fece Nino, con tutta la voce che aveva.
E stavolta il ragazzino fece un salto indietro, gridò, e scappò via.
Nino e la zucca rimasero a guardarlo scappare.
Poi risero tutta la notte.
Ed è per questo che a Halloween, su ogni davanzale, c’è sempre una zucca accesa.
Perché dentro c’è qualcuno che finalmente sta facendo il suo lavoro.
Parole della storia
- bucato
- I vestiti e le lenzuola appena lavati, messi ad asciugare.
- davanzale
- La mensola di pietra sotto la finestra, dove si appoggiano i vasi di fiori.
- fusa
- Il rumore leggero, come un piccolo motore, che fanno i gatti quando sono contenti.
- intagliata
- Scavata e lavorata con un coltellino: alla zucca di Halloween si fanno così gli occhi e la bocca.
- mollette
- Le piccole pinze di legno o di plastica che tengono fermi i panni sul filo.
- muretto
- Un muro basso, su cui ci si può sedere o arrampicare.
Hai finito la storia!
Speriamo ti sia piaciuta «Il fantasma e la zucca».
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