La casa di mattoni

Il terzo porcellino non aveva fretta per niente. Camminò tutto il giorno, e quando incontrò un uomo con un carretto pieno di mattoni, si fermò a pensare bene prima di chiedere.
«Mi dai dei mattoni?» disse infine. «Voglio costruire una casa che duri.»
L’uomo gliene diede quanti ne volle, e il terzo porcellino cominciò a lavorare. Impastò la malta, posò i mattoni uno sopra l’altro, controllò ogni muro con la livella, e ci mise una settimana intera.
I suoi fratelli, passando di lì, lo presero in giro.
«Una settimana per una casa? Noi le nostre le abbiamo finite in un giorno!»
Il terzo porcellino non rispose. Continuò a lavorare, mattone dopo mattone, finché la casa non fu solida come una roccia, con un camino robusto e una porta di legno pesante.
Quella sera stessa, il lupo — che nel frattempo aveva abbattuto anche la casa di rametti con un solo soffio — inseguì i due fratelli terrorizzati fino alla porta del terzo, che li fece entrare appena in tempo e sprangò tutto.
I tre fratelli erano di nuovo insieme. Ma il lupo, fuori, non aveva ancora finito.