Il corvo e la volpe

I complimenti della volpe

Capitolo 2 di 3

«Non ci posso credere,» continuò la volpe. «Che uccello sei? Non ho mai visto piume così. Nere, ma di quel nero che manda riflessi blu quando prende la luce.»

Il corvo si raddrizzò un po’ sul ramo.

«E che portamento,» disse la volpe. «Che eleganza. Sai, si dice in giro che tu sia il più bello di tutto il bosco, e adesso che ti vedo devo ammettere che chi lo dice è ancora troppo modesto.»

Il corvo gonfiò il petto. Il formaggio, nel becco, era leggermente meno importante di prima.

La volpe fece una pausa perfetta. Poi sospirò.

«Peccato,» disse.

Il corvo inclinò la testa.

«Peccato,» ripeté la volpe, «perché dicono anche che tu non abbia voce. Che sia l’unica cosa che ti manca. Se solo avessi anche un canto bello quanto le tue piume, saresti senza discussione il re di tutti gli uccelli.»

Il corvo la guardò dall’alto. E pensò: adesso te lo faccio vedere io.

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