Il topolino tra le zampe del leone
Era mezzogiorno e faceva un caldo insopportabile. Il leone si era addormentato sotto l’acacia, con la criniera sparsa sull’erba secca.
Il topolino stava correndo verso casa e aveva fretta, perché aveva trovato tre semi buonissimi e voleva portarli ai suoi. Prese la scorciatoia. La scorciatoia passava esattamente sopra la zampa del leone.
Se ne accorse solo quando fu troppo tardi.
La zampa si chiuse. Il topolino si ritrovò al buio, schiacciato contro un cuscinetto grande quanto lui, mentre sopra di sé sentiva un rumore basso e profondo, come un tuono lontano.
La zampa si aprì. Il leone lo guardò dall’alto, con quegli occhi gialli che non sbattevano mai.
«Chi ti ha dato il permesso di camminarmi addosso?»
«Nessuno,» squittì il topolino. «Nessuno, ed è colpa mia, e mi dispiace tantissimo.»
Il leone lo avvicinò al muso. Il topolino chiuse gli occhi e pensò che era stata una vita breve ma tutto sommato piacevole.