Il lupo affamato
Il lupo osservava il gregge da tre giorni, nascosto tra i cespugli in cima al costone.
Le pecore erano lì sotto, tante, bianche, lente. Ma intorno a loro giravano due cani grossi che non si distraevano mai, e il pastore aveva un bastone e un’ottima vista.
Aveva provato ad avvicinarsi di notte: i cani l’avevano sentito prima ancora che uscisse dal bosco. Aveva provato all’alba, con la nebbia: stessa cosa.
La verità era semplice. Un lupo, in mezzo alle pecore, si vede. Si vede da lontano, si vede subito, si vede sempre.
Quella sera tornò indietro a pancia vuota per la terza volta, e mentre attraversava il pascolo alto inciampò in qualcosa di morbido.
Era una pelle di pecora, vecchia e sbiadita, dimenticata lì da chissà quanto.
Il lupo la guardò a lungo. Poi si guardò le zampe. Poi guardò di nuovo la pelle.
E sorrise, come sorridono i lupi.