La pelle di pecora
Il mattino dopo, tra le pecore del gregge, ce n’era una in più.
Camminava un po’ storta e teneva la testa bassa, ma nessuno ci fece caso. I cani la annusarono da lontano, sentirono odore di lana e andarono avanti. Il pastore la contò insieme alle altre.
Il lupo non poteva crederci. Era dentro. Era in mezzo alla cena, e la cena non se ne accorgeva nemmeno.
Passò tutta la giornata a fingere di brucare, spostandosi piano verso il centro del gregge, dove le pecore erano più grasse.
«Stasera,» pensava. «Appena fa buio e i cani si allontanano.»
Era così soddisfatto di sé che quasi si dimenticò di avere fame. Aveva risolto il problema che nessun lupo aveva mai risolto: aveva smesso di sembrare un lupo.
Il sole scese dietro la collina. Il pastore radunò il gregge e lo portò nel recinto per la notte.
E il lupo, felice, entrò con tutti gli altri.