Il traguardo
La tartaruga passò accanto all’albero di fichi verso mezzogiorno.
Vide la lepre che dormiva con la bocca aperta e le orecchie abbandonate nell’erba. Non la svegliò. Non rise. Non si fermò nemmeno un secondo.
Una zampa, poi l’altra. Poi di nuovo la prima.
Quando la lepre aprì gli occhi, il sole era già dall’altra parte del cielo. Balzò in piedi con il cuore che le batteva forte e corse come non aveva mai corso in vita sua, tanto che i suoi piedi quasi non toccavano terra.
Arrivò al vecchio mulino senza fiato. E là, davanti al traguardo, c’erano tutti gli animali del bosco che facevano festa.
In mezzo a loro, tranquilla come sempre, c’era la tartaruga.
«Ti aspettavo,» disse. «Ma non da molto.»
La lepre non seppe cosa rispondere. Aveva le zampe più veloci del bosco, ed era arrivata seconda.
La morale della favola è questa: non vince chi corre più forte, ma chi non si ferma. Un passo dopo l’altro, senza fretta e senza vantarsi, si arriva più lontano di chi ha fretta e poi si addormenta.
Parole della storia
- giudice
- Chi guarda la gara e dice chi ha vinto.
- mulino
- Una casa con grandi pale che girano per fare la farina.
- pisolino
- Un sonno breve, di giorno.
- riccio
- Un animale piccolo e tondo, con il corpo coperto di punte.
- scomporsi
- Agitarsi o arrabbiarsi. Restare calmi è non scomporsi.
- traguardo
- Il punto dove finisce la corsa.
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Speriamo ti sia piaciuta «La lepre e la tartaruga».
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