Il grappolo più bello del mondo
La volpe si fermò sotto il pergolato e alzò il muso.
I grappoli erano lì sopra, appesi tra le foglie, grossi e scuri e lucidi. Uno in particolare le sembrò il più bello di tutti: pieno, rotondo, con gli acini che sembravano sul punto di scoppiare.
Le venne l’acquolina in bocca. Da quel momento smise di pensare a qualunque altra cosa.
«È mia,» disse ad alta voce, anche se non c’era nessuno ad ascoltarla. «Quell’uva è già mia, devo solo prenderla.»
Fece due passi indietro per studiare la situazione, come fanno quelli che vogliono sembrare esperti. Misurò l’altezza con l’occhio. Contò i passi della rincorsa.
Il pergolato era vecchio e i pali erano lisci, senza appigli. Il muro dietro era troppo lontano. Non c’erano sassi da impilare, non c’era un tronco da spostare.
C’era solo una cosa da fare: saltare.
La volpe si abbassò sulle zampe, prese la mira, e partì.