Il calore che vinse
«Adesso tocca a me,» disse il Sole.
Non fece niente di spettacolare. Sciolse una nuvola, poi un’altra, e cominciò semplicemente a splendere.
Sulla strada, il viandante si accorse che l’aria si stava scaldando. Rallentò il passo. Allentò la cintura.
Il Sole scaldò ancora un po’.
L’uomo si fermò, si asciugò la fronte e sciolse il nodo del mantello.
Il Sole scaldò ancora.
Un minuto dopo il viandante si tolse il mantello, se lo mise sul braccio, e andò a sedersi all’ombra di un albero con l’aria di chi si sta godendo la giornata più bella dell’anno.
Il vento del Nord guardò tutta la scena senza dire una parola.
«Vedi,» disse il Sole, «tu volevi strappargli il mantello. Io gliel’ho fatto togliere. È lui che ha deciso.»
La morale della favola è questa: la gentilezza ottiene quello che la forza non riesce nemmeno a sfiorare. Chi viene spinto si difende; chi viene scaldato si apre da solo.
Parole della storia
- cintura
- La fascia che si stringe in vita per tenere chiuso un abito.
- mantello
- Un grande panno che si porta sulle spalle per stare al caldo.
- raffica
- Un colpo di vento improvviso e forte.
- sfinito
- Senza più forze, tanto si è stanchi.
- splendere
- Brillare, mandare luce.
- viandante
- Chi cammina a lungo lungo una strada.
Hai finito la storia!
Speriamo ti sia piaciuta «Il vento del Nord e il Sole».
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