L’orologio a pendolo

Il più piccolo dei sette capretti era scivolato dentro la cassa dell’orologio a pendolo, in un angolo del salotto. Era un posto così stretto che il lupo non ci aveva nemmeno guardato.
Il lupo, soddisfatto, uscì dalla casetta, andò fino a un grande prato, si sdraiò sotto un albero e si addormentò, russando così forte che le foglie tremavano.
Verso sera tornò la mamma capra, con il cestino pieno. Vide la porta spalancata, e il suo cuore si fermò.
Il tavolo era rovesciato, le sedie ribaltate, il letto sottosopra. Chiamò i suoi figli uno per uno, ma nessuno rispose.
Poi, dalla cassa dell’orologio, sentì una vocina.
“Mamma, sono qui.”
Il più piccolo uscì dal suo nascondiglio, e le raccontò tutto: del lupo, del gesso, della pasta sulla zampa. La mamma capra lo strinse forte, e pianse di sollievo e di dolore.
“Vieni,” disse. “Cerchiamo il lupo.”