Alice nel Paese delle Meraviglie

Il processo e il risveglio

Capitolo 10 di 10

Nell’aula del tribunale il Re e la Regina di Cuori sedevano in trono, circondati da tutto il mazzo di carte. L’imputato era il Fante di Cuori, accusato di aver rubato le crostate della Regina, che stavano lì su un vassoio, bellissime, in mezzo all’aula.

«Araldo, leggete l’accusa!» disse il Re. Il Coniglio Bianco squillò tre volte la tromba e lesse la filastrocca del furto delle crostate.

I testimoni erano uno più inutile dell’altro. Il Cappellaio si presentò con la tazza in una mano e il pane imburrato nell’altra, tremando tanto che si morse la tazza invece del pane. La cuoca dichiarò che le crostate si fanno soprattutto con il pepe. Il Ghiro dormiva.

Intanto Alice si accorse di una cosa curiosa: stava ricominciando a crescere. Piano piano riempì il suo posto, poi metà aula.

«Chiunque sia alto più di un miglio deve lasciare l’aula,» disse il Re, leggendo da un taccuino la Regola Quarantadue. «Non sono alta un miglio,» disse Alice. «E poi quella non è una vera regola: l’avete inventata adesso.» «È la regola più antica del libro,» insistette il Re. «E allora dovrebbe essere la Numero Uno,» disse Alice.

Il Re, in difficoltà, ordinò allora alla giuria di emettere il verdetto. «No!» disse la Regina. «Prima la sentenza, il verdetto dopo!» «Che sciocchezza!» disse Alice ad alta voce. «Che idea, dare la sentenza per prima!» «Tacete!» urlò la Regina, diventando paonazza. «Non taccio affatto!» disse Alice.

«Tagliatele la testa!» strillò la Regina con tutto il fiato che aveva. Nessuno si mosse. «Ma chi vi credete di essere?» disse Alice, che ormai era tornata della sua altezza vera. «Non siete altro che un mazzo di carte!»

A quel punto tutte le carte si sollevarono in aria e le piombarono addosso volando. Alice mandò un piccolo grido, tra la paura e la rabbia, cercò di respingerle con le mani — e si svegliò. Era sdraiata sull’argine del fiume, con la testa in grembo a sua sorella, che le toglieva dolcemente dal viso alcune foglie secche cadute dagli alberi. «Svegliati, Alice cara,» le disse. «Che bella dormita ti sei fatta!» «Ho fatto un sogno stranissimo,» disse Alice. E glielo raccontò tutto, dal principio alla fine.

Hai finito la storia!

Speriamo ti sia piaciuta «Alice nel Paese delle Meraviglie».

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