Una corsa scombinata
Tutta la compagnia arrivò a riva bagnata fradicia: un’Anatra, un Dodo, un Lorichetto, un’Aquilotta e altri animali strani.
Il problema, ovviamente, era come asciugarsi. Il Topo propose di raccontare la storia più arida che conoscesse e cominciò una lezione noiosissima su Guglielmo il Conquistatore. Non funzionò: alla fine erano bagnati esattamente come prima.
Allora il Dodo, che aveva un’aria molto importante, annunciò: «La cosa migliore per asciugarsi è una Corsa Scombinata.»
«Che cos’è una Corsa Scombinata?» chiese Alice.
Il Dodo non lo spiegò: lo fece. Tracciò una pista più o meno circolare, sistemò tutti quanti qua e là senza un ordine preciso e non disse «uno, due, tre, via»: ognuno partì quando gli parve e si fermò quando ne ebbe voglia. Dopo una mezz’ora, quando furono tutti belli asciutti, il Dodo gridò: «La corsa è finita!»
«Ma chi ha vinto?» chiesero tutti in coro. Il Dodo ci pensò a lungo, con un dito sulla fronte, e infine sentenziò: «Hanno vinto tutti, e tutti devono avere un premio.»
I premi, naturalmente, dovette tirarli fuori Alice dalla sua tasca: una scatola di confetti, uno per ciascuno. E siccome rimaneva lei senza premio, il Dodo le fece consegnare solennemente il suo stesso ditale, con un discorso pieno di paroloni. Alice trovò tutta la faccenda assurda, ma erano tutti così seri che non osò ridere.