Il consiglio di un Bruco
Nel bosco Alice trovò un grande fungo, alto quanto lei. Si alzò sulla punta dei piedi per guardarci sopra e si trovò naso a naso con un Bruco azzurro, seduto con le braccia conserte, che fumava tranquillamente un narghilè.
Per un pezzo si guardarono in silenzio. Poi il Bruco si tolse il bocchino di bocca e chiese, con voce languida e assonnata: «Tu chi sei?»
«Io… io non lo so bene, signore, in questo momento,» rispose Alice imbarazzata. «So chi ero stamattina quando mi sono alzata, ma da allora credo di essere cambiata parecchie volte.»
«Che cosa vuoi dire?» disse il Bruco severamente. «Spiegati!» «Temo di non potermi spiegare,» disse Alice, «perché non sono me stessa, capisce.» «Non capisco,» disse il Bruco.
Continuarono così per un po’, bisticciando su ogni parola, finché il Bruco le fece recitare una poesia che le venne tutta sbagliata, con dentro un vecchio papà Guglielmo che faceva le capriole sulla testa.
«È sbagliata dal principio alla fine,» sentenziò il Bruco. Poi sbadigliò, si stiracchiò e strisciò giù dal fungo. Ma prima di sparire nell’erba disse una cosa utile, l’unica di tutta la conversazione: «Un lato ti farà crescere, e l’altro lato ti farà rimpicciolire.»
«Un lato di che cosa?» gridò Alice. «Del fungo,» rispose il Bruco, e non si fece più vedere. Alice staccò un pezzetto di fungo per mano e da quel momento, mordicchiando ora la destra ora la sinistra, imparò finalmente a regolarsi da sé e tornò della sua altezza normale.