Alice nel Paese delle Meraviglie

Il Gatto del Cheshire

Capitolo 6 di 10

Alice arrivò davanti a una casetta e ci trovò dentro un baccano infernale: la Duchessa cullava un bambino urlante, la cuoca rimestava una zuppa buttandoci dentro pepe a manciate, e ogni tanto scagliava pentole e piatti in giro per la stanza.

In un angolo, accucciato sul focolare, c’era un gattone che sorrideva da un orecchio all’altro.

«Perché il tuo gatto sorride così?» chiese Alice. «È un Gatto del Cheshire,» disse la Duchessa. «Ecco perché.»

La Duchessa a un certo punto le lanciò il bambino tra le braccia e uscì di corsa, dicendo che doveva prepararsi per la partita di croquet della Regina. Alice si ritrovò con quel fagotto che grugniva sempre più forte — finché, guardandolo bene, si accorse che era diventato un maialino vero e proprio. Lo posò a terra e quello trotterellò via nel bosco, e Alice pensò che come maiale era decisamente più carino che come bambino.

Poco dopo ritrovò il Gatto del Cheshire, seduto sul ramo di un albero, che sorrideva.

«Mi diresti, per favore, che strada devo prendere?» chiese Alice. «Dipende molto da dove vuoi andare,» rispose il Gatto. «Non m’importa molto dove…» disse Alice. «Allora non importa che strada prendi,» disse il Gatto. «…purché arrivi da qualche parte,» aggiunse lei. «Oh, ci arriverai di sicuro,» disse il Gatto, «se cammini abbastanza a lungo.»

Poi le indicò due direzioni: di qua abita il Cappellaio, di là la Lepre Marzolina. «Sono matti tutti e due.» «Ma io non voglio andare tra i matti,» osservò Alice. «Non ci puoi fare niente,» disse il Gatto. «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.» «Come fai a sapere che sono matta?» «Devi esserlo per forza,» rispose il Gatto, «altrimenti non saresti venuta qui.» E cominciò a svanire, lentamente, a partire dalla punta della coda, finché non rimase che il sorriso, sospeso in aria da solo per un bel pezzo dopo che tutto il resto era sparito.

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