Cenerentola

Mezzanotte

Capitolo 4 di 6

Quando la carrozza si fermò davanti al palazzo, la voce che era arrivata una principessa sconosciuta corse di sala in sala. Il figlio del re in persona venne a riceverla alla porta e le diede la mano per scendere.

Nel salone calò il silenzio: si smise di ballare, i violini si fermarono, tutti si voltarono a guardare la bellezza di quella straniera. Perfino il re, che era vecchio, mormorò alla regina che era la creatura più graziosa che avesse mai visto.

Il principe non ballò con nessun’altra per tutta la sera. Cenerentola andò a sedersi accanto alle sue sorellastre, che non la riconobbero affatto, e fu gentilissima con loro: divise perfino le arance e i limoni che il principe le aveva offerto, e le due rimasero stupefatte da tanta cortesia da parte di una principessa sconosciuta.

Cenerentola si stava divertendo come non mai quando sentì l’orologio battere: undici e tre quarti. Fece una riverenza e volò via. A casa ringraziò la madrina e le chiese il permesso di tornare anche la sera dopo, perché il principe l’aveva pregata.

La seconda sera fu ancora più bella della prima. Il principe non le si staccò un attimo dal fianco e le disse tante di quelle cose gentili che Cenerentola dimenticò completamente l’ora.

Quando sentì il primo rintocco della mezzanotte credette che fossero le undici. Si alzò di scatto e scappò via leggera come un cerbiatto. Il principe le corse dietro ma non riuscì a raggiungerla.

Nella fuga precipitosa giù per lo scalone, a Cenerentola sfilò dal piede una delle scarpette di cristallo. Il principe la raccolse con infinita cura. Fuori dal cancello non c’era nessuna principessa: solo una ragazzina in stracci che correva, una zucca abbandonata sul selciato e sei topolini che sgusciavano via nel buio.

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