La regina del bosco
Le lucine continuarono a guidare Mia sempre più in profondità, finché non raggiunse una radura illuminata dalla luna. Al centro, su un ramo coperto di edera fiorita, era posato un grande gufo dalle piume argentate.
“Ti aspettavo, piccola Mia,” disse il gufo con voce calma e profonda. “Io sono la guardiana di questo bosco. Le lucine che hai seguito sono la magia della gentilezza: si accendono solo per chi ha il cuore buono.”
Mia rimase a bocca aperta. “Allora… quando ho aiutato lo scoiattolo…”
“Esatto,” annuì il gufo. “Ogni gesto gentile fa brillare il bosco un po’ di più. Per questo oggi sei arrivata fin qui, dove pochi bambini riescono ad arrivare.”
Il gufo scese dal ramo e le porse, tra gli artigli, un piccolo seme luminoso, che pulsava come un minuscolo cuore dorato.
“Questo è un seme speciale,” spiegò. “Piantalo vicino a casa tua. Crescerà solo se, ogni giorno, qualcuno compie un gesto gentile. E più gentilezza ci sarà, più luminoso diventerà.”
Mia prese il seme con entrambe le mani, sentendolo caldo contro il palmo. “Lo prometto,” disse. “Mi prenderò cura di lui.”
Il gufo la guardò con occhi saggi e sorrise, per quanto un gufo possa sorridere. “Allora è ora che tu torni a casa, piccola Mia. Il bosco veglierà su di te, come tu hai vegliato sui suoi abitanti.”