Il bagno nel fiume
Un giorno il gatto venne a sapere che il re sarebbe andato a passeggio lungo la riva del fiume in carrozza, insieme a sua figlia, la principessa più bella del mondo.
Corse dal suo padrone. «Se seguirete il mio consiglio,» gli disse, «la vostra fortuna è fatta. Dovete solo andare a fare il bagno nel fiume, nel punto che vi indicherò io. Al resto ci penso io.»
Il ragazzo obbedì senza capire niente, come ormai faceva sempre. Mentre lui era in acqua, il gatto prese i suoi vestiti vecchi e strappati e li nascose sotto una grossa pietra.
Quando la carrozza reale passò sul ponte, il gatto si mise a gridare con tutto il fiato che aveva: «Aiuto! Aiuto! Il signor Marchese di Carabas sta annegando!»
Il re si affacciò dal finestrino, riconobbe il gatto che tante volte gli aveva portato la selvaggina e ordinò subito alle guardie di correre in soccorso del Marchese.
Mentre lo tiravano fuori dall’acqua, il gatto si avvicinò alla carrozza e spiegò, con aria addoloratissima, che mentre il suo padrone faceva il bagno erano arrivati dei ladri e gli avevano portato via tutti i vestiti — benché lui avesse gridato «al ladro» a squarciagola. (La verità è che li aveva nascosti lui sotto la pietra.)
Il re ordinò immediatamente ai suoi guardaroba di corte di andare a prendere uno dei suoi abiti più belli per il signor Marchese. E quando il ragazzo se lo mise addosso — bello, ben fatto e ripulito com’era — fece la sua figura: la principessa lo guardò due volte, e alla terza arrossì. Il re lo invitò a salire in carrozza con loro.