La rete dei cacciatori
Passarono le settimane, e poi una notte la savana si riempì di un ruggito che nessuno aveva mai sentito prima: non era rabbia, era paura.
I cacciatori avevano teso una rete tra due alberi, e il leone ci era finito dentro. Più si dibatteva, più le corde si stringevano. Ormai non riusciva quasi più a muoversi.
Tutti gli animali sentirono. Nessuno si mosse.
Tranne uno.
Il topolino arrivò correndo nel buio, si infilò tra le maglie della rete e cominciò a rosicchiare. Una corda. Poi un’altra. Poi un’altra ancora.
Ci mise tutta la notte. Aveva i denti che gli facevano male e le zampe che tremavano, ma non si fermò.
All’alba la rete cedette, e il leone rotolò fuori sull’erba, libero.
Guardò il topolino, che era seduto lì accanto, esausto e minuscolo.
«Te l’avevo detto,» disse il topolino.
La morale della favola è questa: non esiste nessuno troppo piccolo per essere utile. Un giorno l’aiuto arriverà proprio da chi avevamo pensato che non contasse niente.
Parole della storia
- acacia
- Un albero della savana con la chioma larga e piatta.
- criniera
- Il pelo lungo e folto intorno alla testa del leone.
- gazzella
- Un animale veloce e leggero, simile a un piccolo cervo.
- rosicchiare
- Mangiare o tagliare a piccoli morsi con i dentini.
- savana
- Una grande pianura calda d'Africa, con erba alta e pochi alberi.
- squittire
- Fare la vocina acuta dei topi.
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Speriamo ti sia piaciuta «Il leone e il topolino».
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