Il Mago di Oz

L’uomo dietro il paravento

Capitolo 10 di 12

Il Mago li fece aspettare parecchi giorni prima di riceverli, e quando finalmente entrarono nella sala del trono non c’era nessuno: né la testa gigante, né la signora, né la bestia, né la palla di fuoco. Solo una voce che veniva dall’alto: «Sono Oz, il grande e terribile. Perché mi cercate?»

«Vogliamo quello che ci hai promesso,» disse Dorothy.

La voce cominciò a tergiversare, a parlare di tempi lunghi e di cose complicate. Fu allora che Toto, spaventato dal Leone che ruggiva di impazienza, scappò in un angolo e rovesciò con una zampata un paravento che stava lì contro il muro.

Dietro il paravento c’era un ometto calvo, piccolo e grasso, con la faccia rugosa, che li guardava con la bocca aperta e un megafono in mano.

«Sei tu Oz, il grande e terribile?» chiese lo Spaventapasseri. «Sono io,» disse l’ometto, mortificato. «Ma per favore non gridate. Non sono un mago. Sono un uomo qualunque. Facevo il ventriloquo in un circo dell’Omaha, e poi il pilota di mongolfiere. Un giorno il vento mi ha portato qui e la gente, vedendomi scendere dal cielo, mi ha preso per un grande stregone. Non ho avuto il coraggio di dire la verità. Sono un imbroglione.»

«E la Città di Smeraldo?» «Verde solo perché tutti portano gli occhiali che vi ho dato,» ammise. «Le pietre sono vetro colorato.»

I quattro rimasero a bocca aperta. Poi il Boscaiolo disse, piano: «E allora il mio cuore?»

L’ometto li guardò a lungo, e alla fine disse una cosa saggia. «Venite domani.» Il giorno dopo mise nella testa dello Spaventapasseri una manciata di crusca mescolata a spilli e aghi, e gli disse che adesso era acuto come uno spillo. Cucì nel petto del Boscaiolo un cuoricino di seta rossa imbottito di segatura. Diede al Leone una tazza di liquido dorato da bere, chiamandolo coraggio. Erano tutti trucchi da imbroglione, naturalmente. Ma da quel giorno lo Spaventapasseri ebbe idee brillanti, il Boscaiolo pianse di tenerezza per ogni piccola cosa e il Leone non ebbe più paura di niente — perché in verità quelle qualità le avevano già dimostrate tutte lungo la strada, e mancava solo che qualcuno glielo dicesse.

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