Le scarpette d’argento
Il viaggio verso sud fu lungo e non privo di guai: attraversarono un bosco dove gli alberi allungavano i rami per fermarli, e un paese fatto tutto di porcellana, dove le persone erano alte un palmo e si rompevano se cadevano.
Ma alla fine arrivarono al castello di Glinda. La Strega Buona del Sud era giovane e bellissima, con i capelli rossi e un vestito bianco come la neve, e li accolse con un sorriso che mise tutti a proprio agio.
Ascoltò tutta la storia dall’inizio alla fine, senza mai interrompere. Poi disse: «Ti riporterò a casa, Dorothy. Ma in cambio vorrei il tuo Berretto d’Oro.»
«Volentieri!» disse la bambina. «Tanto ormai a me non serve più.»
Glinda usò il Berretto per chiedere alle Scimmie Alate tre ultimi favori: riportare lo Spaventapasseri alla Città di Smeraldo, dove regnava saggiamente; riportare il Boscaiolo di Latta nel paese dei Winkie, che lo avevano pregato di governarli; e riportare il Leone nel grande bosco, dove gli animali lo avevano eletto loro re. Poi restituì il Berretto alle Scimmie, libere per sempre.
«E adesso io?» chiese Dorothy con il cuore in gola.
«Tu,» sorrise Glinda, «avresti potuto tornare a casa il primo giorno. Le tue scarpette d’argento possono portarti in qualunque posto del mondo in tre passi. Bastava saperlo.»
Lo Spaventapasseri, il Boscaiolo e il Leone si guardarono. «Allora non avrei mai avuto il mio cervello,» disse lo Spaventapasseri. «Né io il mio cuore,» disse il Boscaiolo, e naturalmente si mise a piangere. «Né io il mio coraggio,» disse il Leone.
Dorothy li abbracciò tutti e tre, uno alla volta, e fu la parte più difficile di tutto il viaggio. Poi prese Toto in braccio, batté i tacchi delle scarpette tre volte e disse: «Portatemi a casa dalla zia Emma.»
Volò per l’aria così in fretta che vide e sentì soltanto il vento fischiare. Poi rotolò tre volte sull’erba e si fermò. Era seduta nella prateria del Kansas, davanti alla casa nuova che lo zio Henry aveva costruito, e la zia Emma stava innaffiando i cavoli. «Dorothy!» gridò la zia, correndo a stringerla. «Bambina mia, da dove arrivi?» E Dorothy, con Toto che le saltava intorno abbaiando, rispose semplicemente: «Dal paese di Oz. È una storia lunga, zia. Ma sono contenta di essere a casa.»
Hai finito la storia!
Speriamo ti sia piaciuta «Il Mago di Oz».