Il Mago di Oz

La Città di Smeraldo

Capitolo 7 di 12

Finalmente, in fondo alla strada, apparve un bagliore verde: la Città di Smeraldo. Le mura erano altissime e la porta era tempestata di pietre verdi che brillavano al sole.

Il guardiano della porta li accolse e diede a ciascuno un paio di occhiali verdi, che chiuse con una fibbia dietro la testa. «Sono obbligatori,» spiegò. «Senza, lo splendore della città vi accecherebbe.» E infatti, appena entrarono, tutto era verde: le case, le strade, i vestiti, i dolci nelle vetrine, perfino il cielo.

Il Mago li ricevette uno alla volta, in giorni diversi. E a ognuno apparve in una forma differente.

A Dorothy apparve come una testa enorme e calva, sospesa sopra un trono. Allo Spaventapasseri come una bellissima signora vestita di veli. Al Boscaiolo come una bestia spaventosa con cinque zampe. Al Leone come una palla di fuoco così ardente che dovette voltarsi dall’altra parte.

Ma a tutti e quattro il Mago di Oz disse la stessa identica cosa, con la stessa voce profonda: «Vi darò quello che chiedete. Ma prima dovete meritarvelo. A ovest, nel paese dei Winkie, regna la Malvagia Strega dell’Ovest. Uccidetela, e tornate da me.»

I quattro uscirono dal palazzo in silenzio, uno dietro l’altro. «Non mi sembra giusto,» disse infine Dorothy. «Ma se è l’unico modo per tornare a casa, ci andremo.»

«Verrò con te,» disse il Leone, «anche se ho una paura da morire.» «Verrò anch’io,» disse il Boscaiolo. «E io,» disse lo Spaventapasseri, «anche se non ho un’idea al mondo su come si faccia.» Il giorno dopo, all’alba, uscirono dalla porta ovest della Città di Smeraldo.

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