La Malvagia Strega dell’Ovest
Il paese a ovest era brullo e giallo, senza strade. La Strega dell’Ovest aveva un occhio solo, ma quell’occhio era potente come un cannocchiale e li vide da lontanissimo mentre attraversavano la sua terra.
Prima mandò contro di loro un branco di lupi. Il Boscaiolo di Latta li aspettò con l’ascia in mano e li fermò tutti.
Poi mandò uno stormo di corvi selvatici. Lo Spaventapasseri si mise davanti a tutti, allargò le braccia e — per la prima volta in vita sua — fece esattamente il lavoro per cui era stato costruito: i corvi si spaventarono e volarono via.
Poi mandò uno sciame di api nerissime. Il Boscaiolo coprì Dorothy, Toto e il Leone con la paglia dello Spaventapasseri, e le api si spuntarono i pungiglioni sulla sua corazza di latta senza fargli niente.
Allora la Strega giocò la sua ultima carta: aveva un Berretto d’Oro che permetteva di comandare per tre volte le Scimmie Alate. Se lo mise in testa e le chiamò.
Arrivarono in cielo come una nuvola nera, con un rumore di ali enorme. Sollevarono il Boscaiolo e lo lasciarono cadere sulle rocce, ammaccandolo tutto; sfilarono la paglia dello Spaventapasseri e la sparsero al vento; legarono il Leone con delle corde e lo portarono nel cortile del castello.
Ma quando afferrarono Dorothy, il capo delle Scimmie vide il segno che la Strega Buona del Nord le aveva lasciato in fronte con un bacio e le scarpette d’argento ai piedi. «Questa bambina è protetta,» disse. «Non possiamo farle del male.» Così la portarono al castello senza torcerle un capello, e la consegnarono alla Strega.
La Strega dell’Ovest guardò le scarpette d’argento e le venne l’acquolina in bocca: sapeva bene quanto erano potenti. Ma sapeva anche di non poterle prendere con la forza. E aveva una paura sola al mondo, una soltanto, che non aveva confessato mai a nessuno: l’acqua.