Il nido di foglie

Sulla strada di casa Spillo incontrò il merlo, che stava sistemando le piume per la notte.
“Il merlo ha visto trenta primavere,” gli aveva detto una volta sua madre. Spillo si fermò.
“Com’è, la primavera?”
Il merlo ci pensò, perché era una domanda seria.
“La prima cosa che senti non è il sole,” disse. “È l’acqua. La neve si scioglie e il bosco fa un rumore che non fa mai in nessun’altra stagione. Un rumore d’acqua dappertutto. Poi arriva l’odore, e poi il verde.”
“E io ci sarò?”
“Tu ti svegli proprio allora,” disse il merlo. “I ricci si svegliano con l’acqua. È la prima cosa che sentirete, tu e tutti gli altri.”
Spillo tornò al suo mucchio di foglie.
Adesso, guardandolo, non gli sembrava più un posto dove perdere qualcosa. Gli sembrava un posto da cui si arriva prima.
Si infilò dentro, girò su sé stesso tre volte come fanno i ricci, e sistemò le foglie sopra la testa.
Fuori, il bosco era già tutto addormentato.
“Centoventi notti,” disse piano Spillo.
E poi, senza accorgersene, ne aveva già dormita una.
Parole della storia
- aculeo
- Una delle punte del riccio.
- bulbo
- Una specie di seme tondo da cui nascono certi fiori.
- civetta
- Un uccello della notte, con grandi occhi tondi.
- letargo
- Il lungo sonno invernale di certi animali.
- riccio
- Un animale piccolo e tondo, con il corpo coperto di punte.
- talpa
- Un animale che vive sotto terra e scava lunghe gallerie.
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Speriamo ti sia piaciuta «Il riccio che non voleva dormire».
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