Pinocchio

Il Paese dei Balocchi

Capitolo 7 di 8

La Fata gli promise che, se fosse rimasto bravo così, il giorno dopo sarebbe diventato un bambino vero. Pinocchio era al settimo cielo e invitò tutti i compagni alla festa.

Ma proprio quella sera incontrò il suo compagno più birichino, un ragazzo soprannominato Lucignolo perché era secco e lungo come un lucignolo di candela. «Parto stanotte,» gli disse. «Vado nel Paese dei Balocchi: là non ci sono scuole, non ci sono maestri, non ci sono libri. Si gioca dalla mattina alla sera. Vieni con me?»

«No,» rispose Pinocchio. «Domani divento un bambino vero.» Ma Lucignolo insistette, descrisse i giochi, le giostre, le vacanze lunghe un anno intero. Quando arrivò il carro trainato da dodici ciuchini, il burattino esitò un attimo… e saltò su.

Il Paese dei Balocchi era davvero come Lucignolo aveva raccontato: strade piene di ragazzi che giocavano a palla, ai birilli, che facevano capriole e chiasso dalla mattina alla sera. Nessuno apriva un libro. Nessuno andava a scuola. Pinocchio si divertì come non mai.

Passarono cinque mesi di baldoria. Poi, una mattina, Pinocchio si svegliò con una brutta sorpresa: le sue orecchie erano cresciute a dismisura, lunghe e pelose. Corse da Lucignolo e scoprì che anche a lui era successa la stessa cosa. Si guardarono e, per la disperazione, si misero a ridere e a piangere insieme.

Era la legge di quel paese: i ragazzi che non studiano mai e passano le giornate a non fare nulla, prima o poi diventano ciuchini. E così, poco alla volta, i due amici si ritrovarono trasformati in due somarelli veri e propri, con la coda e gli zoccoli.

Pinocchio fu venduto a un circo e imparò a saltare i cerchi al suono della frusta. Una sera, però, in un salto sbagliato, si azzoppò e non servì più a nessuno. Il padrone lo rivendette a un uomo che lo portò in riva al mare e lo lasciò in acqua, sperando di ricavarne una pelle da tamburo.

Ma sott’acqua accadde qualcosa di straordinario: un banco di pesci affamati gli rosicchiò via tutta la pelle da ciuchino, e sotto ricomparve il burattino di legno di sempre. Pinocchio sbucò a galla, libero, e si mise a nuotare verso la riva con tutte le sue forze. Fu allora che l’onda si alzò, il mare si aprì e davanti a lui apparve una testa enorme: un pesce gigantesco, grande come una montagna, con la bocca spalancata.

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