I segni sul muro
Sull’intonaco in fondo, all’altezza giusta per un bambino, c’erano dei segni a matita.
Erano otto, uno sopra l’altro, ognuno con una riga, un nome e un anno.
I nomi non erano tutti diversi: due si ripetevano, che poi è il modo in cui si capisce che una famiglia ha misurato i suoi figli per anni nello stesso posto, dentro un armadio, per non rovinare il muro buono del corridoio.
Il più vecchio era del 1953.
Il più recente del 1961, ed era l’unico senza nome: al posto del nome c’era scritto soltanto io.
Chiara tornò in cucina, prese la matita della lista della spesa, e chiese alla mamma di misurarla.
Si mise dritta contro l’intonaco, con i talloni al muro e il mento in dentro come si deve, e la mamma le appoggiò il libro in testa e tirò la riga.
Poi Chiara scrisse il suo nome e l’anno, e fece un passo indietro per guardare.
Il primo di settembre la saracinesca della panetteria si alzò alle quattro del mattino, e Chiara si svegliò per il rumore.
Andò in corridoio scalza. La porta in fondo adesso è sempre aperta, perché nessuno ha più voglia di rimetterla, e dentro c’era di nuovo caldo.
Rimase lì un minuto, con la mano sul muro, e poi tornò a letto.
Dietro di lei, sull’intonaco, c’erano nove righe a matita.
La sua e quella del 1961 erano esattamente alla stessa altezza.
Parole della storia
- caldaia
- Impianto che scalda l'acqua e i caloriferi di un edificio.
- canna fumaria
- Lungo tubo dentro il muro che porta in alto il fumo e il calore di un forno o di un camino.
- cardine
- Il pezzo di metallo su cui ruota una porta e che la tiene attaccata al muro.
- intonaco
- Strato di malta liscia che copre i muri e su cui si dà la tinta.
- riverniciata
- Dipinta di nuovo con la vernice.
- saracinesca
- Chiusura di un negozio fatta da una serranda di metallo che scorre su e giù.
- sgabuzzino
- Stanzino piccolo dove si tengono scope, scatole e cose che non servono sempre.
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Speriamo ti sia piaciuta «La stanza che non si apre».
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