Il Segreto del Faro di Punta Corvo

Il patto dei tre

Capitolo 2 di 6

Il mattino dopo, Leo aspettò i suoi amici al molo, con la mappa nascosta sotto la maglietta. Sara arrivò per prima, con il taccuino sempre in tasca e lo sguardo di chi risolve i cruciverba prima di colazione. Poco dopo comparve Tommaso, in equilibrio sul muretto, che rischiava l’osso del collo per far ridere due gabbiani.

«Ho una cosa da mostrarvi,» disse Leo, e stese la mappa su una barca capovolta.

Sara si chinò subito, seguendo la linea tratteggiata con il dito. «Questa X è oltre il faro vecchio,» mormorò. «E guarda: qui c’è scritto qualcosa di piccolo.»

Nell’angolo, in caratteri minuscoli, si leggeva: «Quando la marea si ritira, la porta si apre. Quando ritorna, non tardare».

«Una grotta,» disse Sara, con gli occhi che le brillavano. «Una grotta che si può raggiungere solo con la bassa marea.»

Tommaso saltò giù dal muretto. «Aspettate. Il faro di Punta Corvo è spento da vent’anni ed è pericolante. Mia madre dice che è off-limits.» Fece una pausa, poi sorrise. «Quindi ovviamente ci andiamo, vero?»

Si guardarono. Leo tirò fuori la chiave a forma di gabbiano e la posò al centro della mappa. «Patto dei tre,» disse. «Nessuno va da solo, nessuno si tira indietro, e qualunque cosa troviamo, la troviamo insieme.»

Tre mani si strinsero sopra la chiave d’ottone. L’avventura era cominciata.

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