Il sentiero sulla scogliera
Partirono all’alba, quando il paese dormiva ancora e il mare era una lastra grigia e liscia. Sara aveva calcolato gli orari della marea sul suo taccuino: la bassa sarebbe arrivata a metà mattina. Avevano poche ore.
Il sentiero per il faro correva stretto lungo il bordo della scogliera. Da un lato la roccia, dall’altro il vuoto e, in fondo, le onde che si frangevano bianche. Camminavano in fila, attenti a dove mettevano i piedi.
A metà strada, il sentiero era crollato: un tratto di roccia franata lasciava un passaggio largo appena un palmo. Sotto, il mare ribolliva.
«Non ce la faremo mai,» disse Tommaso, ma la voce gli tremava un po’.
Fu Sara a trovare la soluzione. «La corda del baule di tuo nonno, Leo. L’hai portata?» Legarono un capo a uno spuntone di roccia e, uno alla volta, tenendosi stretti, superarono il tratto franato. Le mani sudavano, ma nessuno lasciò la presa.
Quando furono tutti dall’altra parte, si voltarono a guardare il passaggio. «Il nonno ha fatto questa strada chissà quante volte,» pensò Leo, e per un istante gli sembrò di sentirlo camminare davanti a sé.
Poi, oltre l’ultima curva, apparve il faro: alto, silenzioso, con la vernice bianca scrostata dal vento. La lanterna in cima era buia da vent’anni. «Dove la luce si spegne,» recitò Sara sottovoce, «la strada comincia.»