La siepe che fiorì

Passarono molti anni, finché un giorno arrivò nel regno un giovane principe venuto da un paese lontano. Si fermò a chiacchierare con un vecchio contadino, che gli raccontò quello che aveva sentito dire da suo nonno: dietro quella siepe c’era un castello, e nel castello una principessa bellissima, addormentata da cent’anni insieme a tutta la sua corte.
«Tanti principi hanno provato a passare,» aggiunse il vecchio, «e nessuno c’è riuscito. Rimasero impigliati fra i rovi, e tornarono indietro».
«Io non ho paura,» disse il principe. «Voglio vedere Rosaspina».
Il vecchio provò a dissuaderlo, ma il principe era deciso. Lo ringraziò, si mise in cammino fra i campi, e a ogni passo sentiva una strana certezza: non sapeva spiegarsi perché, ma era convinto che quella fosse la strada giusta. Ed era davvero così. Per lui, quel giorno, i cent’anni erano finiti.
Quando si avvicinò alla siepe, i rovi si coprirono di grandi fiori, e si aprirono da soli per lasciarlo passare. Dietro di lui si richiusero.
Nel cortile dormivano cavalli e cani. Sul tetto c’erano i piccioni con la testa sotto l’ala. Nelle sale dormiva tutta la corte, il re e la regina sul trono. Il principe salì la scala della torre, aprì la porticina, ed ecco Rosaspina, addormentata, così bella che non riuscì a smettere di guardarla.
Si chinò e le diede un bacio.
Rosaspina aprì gli occhi e sorrise.
Scesero insieme, e nel castello tutto si risvegliò. Il re e la regina si guardarono stupiti. I cavalli si alzarono e si scrollarono, i cani saltarono e scodinzolarono, i piccioni tirarono fuori la testa dall’ala e volarono nei campi. Il fuoco riprese a scoppiettare, l’arrosto a sfrigolare, il cuoco finì di sgridare il garzone, e la serva finì di spennare la gallina.
Rosaspina abbracciò i genitori, che le sembrava di aver lasciato solo un’ora prima, e non capì perché ridessero e piangessero insieme. Fuori dalla finestra, la siepe era diventata un grande roseto in fiore, e non pungeva più nessuno.
Poco dopo si celebrò il matrimonio, con una festa che durò giorni. Il re fece apparecchiare con tutti i piatti d’oro, e questa volta, a tavola, non mancò nessuno: nemmeno la tredicesima fata, che fu invitata, e che per la prima volta dopo tanti anni accettò di sedersi accanto alle sorelle.
Parole della storia
- corte
- Le persone che vivono vicino al re: nobili, dame, cavalieri e servitori.
- fuso
- Un bastoncino appuntito che serviva a trasformare il lino o la lana in filo.
- garzone
- Un ragazzo che lavora e impara un mestiere, per esempio in cucina.
- incantesimo
- Una magia che cambia le cose, nel bene o nel male.
- lino
- Una pianta con cui si fanno filo e stoffa.
- rovi
- Piante piene di spine che crescono fitte e si aggrovigliano.
- vendicarsi
- Fare un dispetto a qualcuno perché ci ha fatto un torto.
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Speriamo ti sia piaciuta «La bella addormentata nel bosco».
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