La bella addormentata nel bosco

La siepe che fiorì

Capitolo 6 di 6
Il principe, visto di spalle con un mantello grigio, cammina lungo un sentiero di ghiaia tra siepi di rose bianche e rosa in fiore, verso il portone luminoso di un castello.

Passarono molti anni, finché un giorno arrivò nel regno un giovane principe venuto da un paese lontano. Si fermò a chiacchierare con un vecchio contadino, che gli raccontò quello che aveva sentito dire da suo nonno: dietro quella siepe c’era un castello, e nel castello una principessa bellissima, addormentata da cent’anni insieme a tutta la sua corte.

«Tanti principi hanno provato a passare,» aggiunse il vecchio, «e nessuno c’è riuscito. Rimasero impigliati fra i rovi, e tornarono indietro».

«Io non ho paura,» disse il principe. «Voglio vedere Rosaspina».

Il vecchio provò a dissuaderlo, ma il principe era deciso. Lo ringraziò, si mise in cammino fra i campi, e a ogni passo sentiva una strana certezza: non sapeva spiegarsi perché, ma era convinto che quella fosse la strada giusta. Ed era davvero così. Per lui, quel giorno, i cent’anni erano finiti.

Quando si avvicinò alla siepe, i rovi si coprirono di grandi fiori, e si aprirono da soli per lasciarlo passare. Dietro di lui si richiusero.

Nel cortile dormivano cavalli e cani. Sul tetto c’erano i piccioni con la testa sotto l’ala. Nelle sale dormiva tutta la corte, il re e la regina sul trono. Il principe salì la scala della torre, aprì la porticina, ed ecco Rosaspina, addormentata, così bella che non riuscì a smettere di guardarla.

Si chinò e le diede un bacio.

Rosaspina aprì gli occhi e sorrise.

Scesero insieme, e nel castello tutto si risvegliò. Il re e la regina si guardarono stupiti. I cavalli si alzarono e si scrollarono, i cani saltarono e scodinzolarono, i piccioni tirarono fuori la testa dall’ala e volarono nei campi. Il fuoco riprese a scoppiettare, l’arrosto a sfrigolare, il cuoco finì di sgridare il garzone, e la serva finì di spennare la gallina.

Rosaspina abbracciò i genitori, che le sembrava di aver lasciato solo un’ora prima, e non capì perché ridessero e piangessero insieme. Fuori dalla finestra, la siepe era diventata un grande roseto in fiore, e non pungeva più nessuno.

Poco dopo si celebrò il matrimonio, con una festa che durò giorni. Il re fece apparecchiare con tutti i piatti d’oro, e questa volta, a tavola, non mancò nessuno: nemmeno la tredicesima fata, che fu invitata, e che per la prima volta dopo tanti anni accettò di sedersi accanto alle sorelle.

Parole della storia
corte
Le persone che vivono vicino al re: nobili, dame, cavalieri e servitori.
fuso
Un bastoncino appuntito che serviva a trasformare il lino o la lana in filo.
garzone
Un ragazzo che lavora e impara un mestiere, per esempio in cucina.
incantesimo
Una magia che cambia le cose, nel bene o nel male.
lino
Una pianta con cui si fanno filo e stoffa.
rovi
Piante piene di spine che crescono fitte e si aggrovigliano.
vendicarsi
Fare un dispetto a qualcuno perché ci ha fatto un torto.

Hai finito la storia!

Speriamo ti sia piaciuta «La bella addormentata nel bosco».

Capitolo precedente Torna all'indice
Condividi