Hansel e Gretel

La traccia di cenere

Capitolo 2 di 6

Li svegliarono che era ancora buio. La matrigna diede a ciascuno un pezzo di pane grande come il palmo di una mano. «Per il pranzo. E non mangiatelo subito.» Poi si incamminarono tutti e quattro verso il bosco.

Hansel restava sempre un po’ indietro e ogni tanto si voltava a guardare la casa. «Che cosa guardi?» gli chiese il padre. «Il mio gattino bianco, che mi saluta dal tetto.» Non era vero, e di gattini bianchi non ce n’erano: ogni volta che si fermava, Hansel lasciava cadere un sassolino.

Arrivarono dove gli alberi erano così fitti che sembrava già sera. Il padre accese un gran fuoco. «Riposate qui,» disse, e non li guardò negli occhi. «Andiamo a tagliare la legna e torniamo a prendervi.»

I bambini si addormentarono vicino alle fiamme. Quando si svegliarono, il fuoco era cenere, era notte, e non c’era nessuno.

Hansel non si mosse finché la luna non fu alta sopra gli alberi. Poi la strada si accese da sola: i sassolini avevano preso la luce e se la tenevano, uno dopo l’altro, fino a casa. Camminarono fino all’alba. Il padre, quando aprì la porta e se li trovò davanti, gridò così forte che lo sentì tutta la valle, e li strinse tanto da fargli male.

La carestia, però, non se n’era andata.

Qualche settimana dopo Hansel sentì di nuovo le voci attraverso la parete. Ma stavolta, quando scese dal letto e provò la porta, la porta non si aprì: la matrigna aveva girato la chiave e se l’era tenuta.

Hansel rimase lì al buio a pensare. Poi si inginocchiò davanti al camino, dove la cenere era fredda da giorni, e se ne riempì le tasche.

La mattina li portarono ancora più lontano, in una parte del bosco che nessuno dei due aveva mai visto. Hansel camminava con le mani in tasca e lasciava scivolare la cenere fra le dita: una riga sottile e chiara sul terreno scuro, che dietro di loro si vedeva benissimo.

Li lasciarono soli come l’altra volta. Ma quella notte il cielo si aprì e venne giù una pioggia fitta e lunga, di quelle che non chiedono permesso. Quando smise, Hansel prese Gretel per mano e si chinò a cercare la sua riga di cenere.

Il terreno era pulito. La pioggia se l’era portata via tutta.

Camminarono quel giorno, e la notte, e ancora il giorno dopo: sempre più dentro, sempre più affamati, e il bosco non finiva mai. Al terzo giorno, quando le gambe quasi non li reggevano più, videro su un ramo basso un uccellino bianco come la neve che cantava. Non scappò. Volò avanti di qualche metro e si fermò, come per aspettarli.

Lo seguirono. E l’uccellino li portò davanti a una radura.

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