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Perché esiste la Befana? La vera storia della Befana

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💡 La risposta in breve

Perché «Befana» è quasi certamente una storpiatura popolare di Epifania, la festa del 6 gennaio. Il personaggio che porta dolci e carbone è invece una tradizione sulla cui origine gli studiosi fanno solo ipotesi.

Sulla Befana si trova di tutto: tradizioni vere, leggende e ipotesi di studiosi. Qui le teniamo separate, indicando sempre che cosa è documentato e che cosa no.

Cosa c’entra l’Epifania con la Befana?

Cominciamo da ciò che è solido. «Epifania» viene dal greco e significa «manifestazione», «apparizione». Nel cristianesimo indica il momento in cui Gesù si fa riconoscere: la tradizione occidentale lo lega soprattutto alla visita dei Magi a Betlemme. Il Vangelo di Matteo parla di «magi» venuti dall’Oriente, osservatori degli astri; non dice che fossero re, non dice che fossero tre e non ne riporta i nomi. Il numero tre si fissa più tardi (si pensa per via dei tre doni: oro, incenso e mirra), mentre il titolo di re e i nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre arrivano ancora dopo, in testi non canonici.

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Quanto al nome della Befana, i dizionari e le enciclopedie concordano: «Befana» deriva da «Epifania», storpiata nel parlato di tutti i giorni. È la spiegazione più accettata. Qualcuno ha proposto un legame con le strenne, i doni di inizio anno dell’antica Roma, ma poggia su studi ottocenteschi e resta un’ipotesi.

Poi c’è la storia che tutti conoscono: i Magi, diretti a Betlemme, chiedono la strada a una vecchina. Lei li ospita (o li congeda, a seconda delle versioni), rifiuta di unirsi al viaggio perché ha troppe faccende di casa, poi si pente, prende un cesto di doni e li cerca invano. Da allora, ogni anno, lascia regali ai bambini sperando di incontrare il piccolo Gesù in uno di loro. Va detto con chiarezza: è una leggenda popolare, non un racconto dei Vangeli né un fatto storico. Le fonti la collocano nel Medioevo, ma non c’è un autore o una data precisa di nascita.

E le origini più antiche? Qui si entra nel campo delle ipotesi. Alcuni studiosi di folklore collegano la Befana alle credenze precristiane sulle «dodici notti» dopo il solstizio, quando si immaginavano figure femminili in volo sopra i campi per favorire il raccolto; a seconda dei testi, queste figure sono associate a Diana, a divinità minori romane o alle figure del mondo germanico come Holda e Berchta. La stessa Enciclopedia Italiana (Treccani) legge i riti legati alla Befana come sopravvivenze di antiche credenze magiche. Altri studiosi pensano invece che sia stata la cultura cristiana medievale a trasformare la festa in un personaggio. Le due idee non si escludono, ma nessuna è dimostrata.

Perché si festeggia il 6 gennaio?

Il giorno della Befana è il 6 gennaio perché è la data dell’Epifania. Fu fissata secoli dopo i fatti raccontati nei Vangeli, intorno al IV secolo, quando si definiva anche la data del Natale. Il 6 gennaio cade dodici giorni dopo il 25 dicembre, un numero molto simbolico anche nelle tradizioni precristiane.

Nelle Chiese d’Oriente, che seguono il calendario giuliano, la festa cade il 19 gennaio del nostro calendario.

In Italia l’Epifania è anche festa civile e «chiude» le vacanze natalizie; il vecchio proverbio dice che si porta via tutte le feste. Non è sempre stato così: nel 1977 la festività fu soppressa agli effetti civili, insieme ad altre, e il 6 gennaio smise di essere giorno di vacanza. Tornò con un decreto del dicembre 1985 (DPR 792), legato al nuovo Concordato con la Santa Sede, e quindi dal 1986.

Biscotto, caramella, moneta di cioccolato e biscotto a stella che saltano insieme

Perché la Befana porta dolci e carbone? E perché vola su una scopa?

Calza della Befana gigante piena di dolci, disegnata come un personaggio buffo

Dolci e calza. Il regalo ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio è la parte più viva della tradizione. Si appende una calza (o si lasciano fuori le scarpe) e la Befana la riempie. I dolci tipici cambiano da regione a regione: in Piemonte c’è la focaccia della Befana, in Toscana i befanini, nel Veneto la pinza.

Pezzo di carbone dolce con una faccia dispettosa

Il carbone. Il carbone per i bambini «che non si sono comportati bene» è oggi uno scherzo, fatto spesso di zucchero colorato di nero. Sull’origine nessuna certezza. Una lettura lo vede come piccola punizione educativa. Un’altra, raccontata come leggenda, lo collega ai ceppi che ardevano nelle feste di fine anno: il carbone sarebbe stato un portafortuna, non una pena. Di sicuro il significato è cambiato nel tempo.

Scopa della Befana in volo, disegnata come un personaggio buffo

La scopa. La Befana vola su una scopa perché appartiene all’immaginario delle donne volanti della notte, e perché la scopa pulisce: c’è chi ci legge il simbolo della casa che si rinnova a inizio anno. È un’interpretazione, non un dato accertato.

Perché all’Epifania si brucia la Befana?

Non ovunque, e non sempre «la Befana». In una larga parte dell’Italia settentrionale, nei giorni intorno al 6 gennaio, si accendono grandi falò di inizio anno. Sulla catasta si mette un fantoccio, spesso una vecchia fatta di stracci e paglia. I nomi cambiano: in Veneto e Friuli panevìn o pignarûl, a Verona Brusa la vecia (un grande pupazzo in piazza Bra), in Emilia il «falò del vecchione». Fuochi simili, secondo Treccani, si accendevano anche in Francia, Inghilterra e Germania.

Che cosa significhi, lo dicono le fonti con parole di prudenza. L’idea più diffusa è che il rogo rappresenti la fine del vecchio anno e dei suoi guai: si brucia la «vecchia» per fare spazio al nuovo. Molti vi vedono un rito propiziatorio legato a antichi culti del fuoco e dell’agricoltura. È una lettura plausibile ma non documentata nei dettagli: i riti antichi sono ricostruiti, non descritti da testimoni. Si raccontava anche che dalla direzione di fumo e scintille si capisse come sarebbe andata l’annata. Oggi i roghi sono spesso feste di paese.

C’è un’avvertenza utile: il falò della «vecchia» e la Befana che porta i doni sono due tradizioni che a volte si sovrappongono e a volte no. Le fonti non dicono con certezza se siano la stessa figura vista da due lati o due usanze nate a parte.

Che differenza c’è tra Babbo Natale e la Befana?

Sono due portatori di doni, ma con storie diverse.

La Befana e Babbo Natale incastrati insieme sullo stesso camino, con un sacco in mano
  • Quando: Babbo Natale arriva nella notte tra il 24 e il 25 dicembre; la Befana nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
  • Chi sono: Babbo Natale discende da San Nicola, vescovo di Myra (oggi in Turchia) del IV secolo, ricordato il 6 dicembre per la sua generosità. Nel Nord Europa diventò Sinterklaas, poi negli Stati Uniti Santa Claus, e tra Ottocento e Novecento prese l’aspetto con barba bianca e abito rosso. In Italia il nome «Babbo Natale» si affermò soprattutto nel Novecento. La Befana ha una storia italiana, tra leggenda cristiana e folklore popolare, e all’estero è molto meno conosciuta.
  • Cosa portano: Babbo Natale di solito regali (e viene associato a slitta e renne); la Befana dolci, piccoli doni e il famoso carbone.
  • Nelle regioni: in alcune zone, come Trieste e l’Alto Adige, i doni di San Nicola arrivano ancora il 5-6 dicembre. In molte zone del Centro Italia la vigilia dell’Epifania si accompagna a canti e questue, come la Befanata toscana.

Non esiste una «parentela» ufficiale tra i due: che la Befana sia moglie o sorella di Babbo Natale è una battuta tra famiglie, non una tradizione.

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La storia della Befana raccontata ai bambini

Una storia da leggere

C’era una volta una vecchina che abitava in una casetta piena di cose da pulire.

Una notte passarono tre viaggiatori che seguivano una stella e le chiesero la strada per andare a trovare un bambino speciale.

«Vengo anch’io», disse la vecchina, «ma prima devo finire le mie faccende!»

Quando ebbe finito, i viaggiatori erano già lontani. Allora riempì un cesto di doni, prese la sua scopa e partì a cercarli, ma non riuscì a trovarli.

Da quella notte, ogni anno, passa di casa in casa e lascia qualcosa ai bambini, perché in ognuno di loro spera di ritrovare quel piccolo.

È una storia che si racconta da molto tempo, ed è una leggenda: ognuno la racconta un po’ a modo suo.

Altre tradizioni nel mondo

Il 6 gennaio è festa anche altrove, con personaggi diversi. In Spagna e in molti paesi di lingua spagnola i doni li portano direttamente i Re Magi, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, e i bambini lasciano un po’ d’acqua per i loro cammelli. Nel mondo germanico si parla di Frau Perchta, figura del folklore invernale che alcuni studiosi accostano alla Befana: il parallelo è dibattuto e non dimostrato.

FAQ

Che giorno è la Befana? Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. I doni arrivano nella notte tra il 5 e il 6.

Perché la Befana è una vecchina? Non lo sappiamo con certezza. La leggenda dei Magi la presenta come una anziana donna di casa; secondo alcuni studiosi la vecchia rappresenterebbe l’anno che finisce, ma è un’interpretazione.

La Befana esiste in altri paesi? Esistono figure analoghe in altre culture, ma la Befana come la conosciamo è soprattutto italiana.

La Befana è la moglie di Babbo Natale? No: sono personaggi di tradizioni diverse. È un gioco da bambini, non una storia ufficiale.

Il carbone significa che sono stato cattivo? Oggi è uno scherzo: di solito è zucchero nero.

Per la scuola e per colorare

Se cerchi attività sul tema, ci sono le schede didattiche di inverno e Befana da stampare e i disegni della Befana da colorare.

Metti alla prova quello che hai letto

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