Lo specchio e il cacciatore
«Regina, tu sei bella,» rispose lo specchio, «ma Biancaneve è mille volte più bella di te.»
La regina diventò verde di rabbia e di invidia. Da quel momento, ogni volta che vedeva la ragazzina le si rivoltava il cuore. Alla fine chiamò un cacciatore di sua fiducia e gli ordinò di portare Biancaneve nel bosco e di non riportarla mai più indietro.
Il cacciatore ubbidì e condusse la bambina nel folto degli alberi. Ma quando lei lo guardò con quei suoi occhi fiduciosi e gli chiese perché si fossero spinti così lontano, l’uomo non ce la fece.
«Scappa, povera bambina,» le disse. «Scappa nel bosco e non tornare al castello, mai più.» Biancaneve si mise a correre, spaventata, e il cacciatore tornò a palazzo raccontando alla regina che l’ordine era stato eseguito. Lei ci credette, e quella sera dormì tranquilla.
Biancaneve corse tutto il giorno, tra rovi e radici, con il cuore che le batteva in gola. Ogni ombra le sembrava una bestia feroce. Ma gli animali del bosco, chissà perché, non le fecero mai del male: le correvano accanto senza toccarla.
Quando ormai il sole calava e le gambe non la reggevano più, arrivò in una radura. E in mezzo alla radura c’era una casetta piccola piccola, con le finestre illuminate.