La regina travestita
Al castello, la regina si mise davanti allo specchio sicura della risposta. Ma lo specchio disse: «Regina, tu sei bella. Ma oltre i monti, presso i sette nani, Biancaneve è ancora mille volte più bella di te.»
Capì che il cacciatore l’aveva ingannata, e da quel momento non ebbe più pace. Decise di occuparsene di persona.
Si travestì da vecchia merciaia, con il viso truccato di rughe e una cesta al braccio, e attraversò i sette monti fino alla casetta. «Merce bella! Nastri e lacci di tutti i colori!» gridò sotto la finestra.
Biancaneve si affacciò. La vecchietta sembrava così innocua… «Che bel laccio per il tuo corpetto,» disse la regina. «Lascia che te lo allacci io, cara.» Biancaneve aprì la porta. La vecchia le strinse il laccio con tale forza che la ragazza perse il respiro e cadde a terra come morta.
Per fortuna i nani rientrarono presto. Trovarono Biancaneve stesa sul pavimento, capirono al volo e tagliarono il laccio: lei riprese fiato e raccontò tutto. «Quella vecchia era la regina,» dissero. «Non aprire a nessuno. A nessuno, hai capito?»
Ma la regina, tornata a casa, interrogò di nuovo lo specchio e scoprì che Biancaneve era viva. Tornò una seconda volta, travestita diversamente, con un pettine avvelenato tra i capelli. Anche stavolta Biancaneve si lasciò convincere, e anche stavolta i nani arrivarono in tempo e le tolsero il pettine dalla testa.
La terza volta, la regina preparò qualcosa di molto più astuto.