Le briciole di pane
La mattina dopo li svegliarono all’alba e diedero a ciascuno un pezzetto di pane per il pranzo. Si incamminarono tutti insieme verso il bosco.
Hansel restava indietro e si voltava di continuo verso casa. «Che cosa guardi?» gli chiese il padre. «Il mio gattino bianco, che mi saluta dal tetto.» Non era vero: ogni volta che si fermava, Hansel lasciava cadere un sassolino sul sentiero.
Nel folto del bosco il padre accese un gran fuoco. «Riposate qui,» disse senza guardarli negli occhi. «Andiamo a tagliare la legna e torniamo a prendervi.» I bambini si addormentarono accanto alle fiamme, e quando si svegliarono era notte fonda ed erano soli.
Ma quando la luna fu alta, i sassolini si accesero come una fila di lucciole, e i due fratelli tornarono a casa camminando tutta la notte. Il padre, quando li vide sulla soglia all’alba, gridò di gioia e li strinse fino a fargli male.
La carestia però non finì. Poche settimane dopo la storia si ripeté, e stavolta la porta di casa era chiusa a chiave: Hansel non poté uscire a raccogliere i sassolini. Così, il mattino dopo, sbriciolò di nascosto in tasca il suo pezzetto di pane e lungo il cammino lasciò cadere le briciole, una manciata ogni pochi passi.
Li lasciarono ancora più lontano dell’altra volta. E quando la luna sorse e i bambini si misero a cercare la loro traccia, sul terreno non c’era più niente: gli uccellini del bosco, affamati quanto loro, si erano mangiati ogni singola briciola.
Camminarono tutta la notte e tutto il giorno seguente, sempre più dentro il bosco, sempre più affamati. Al terzo giorno, quando le gambe non li reggevano quasi più, videro tra gli alberi un uccellino bianco come la neve che cantava su un ramo. Lo seguirono. E l’uccellino li portò davanti a una radura.