Il lupo e i sette capretti

La voce grossa

Capitolo 2 di 5
Il lupo grigio seduto davanti alla porta della casetta mangia un pezzo di gesso, mentre due capretti sbirciano dalla finestrella rotonda.

Non era passata un’ora quando qualcuno bussò.

Toc, toc, toc.

“Aprite, cari figlioli,” disse una voce, “è la mamma, e ho portato qualcosa per ciascuno.”

I capretti si guardarono. Poi il più grande si avvicinò alla porta.

“Non sei la mamma,” disse. “La mamma ha la voce dolce e sottile, e la tua è rauca. Sei il lupo!”

Dall’altra parte della porta ci fu un lungo silenzio. Poi i passi si allontanarono.

Il lupo, infatti, era proprio lui. Corse fino al mercato del villaggio, e comprò un grosso pezzo di gesso. Lo mangiò tutto, fino all’ultima briciola, e provò a parlare: la voce gli era diventata sottile e dolce, quasi come quella di una mamma.

Tornò alla casetta e bussò di nuovo.

Toc, toc, toc.

“Aprite, cari figlioli, è la mamma, e ho portato qualcosa per ciascuno.”

La voce era quasi perfetta. Ma proprio in quel momento, il lupo posò la zampa sul davanzale della finestra, e i capretti la videro: era nera come il carbone.

“No!” gridarono insieme. “La mamma ha la zampa bianca. Sei il lupo!”

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