Canale 9

Capitolo 3 — Il ragazzo del ’76

Capitolo 3 di 5

La mattina dopo Luca raccontò tutto a Irene. Si aspettava che lei ridesse. Invece lei restò seria.

«Può essere un radioamatore» disse. «Qualcuno che ti fa uno scherzo.»

«Parlava della neve. E di uno che lo seguiva.»

Irene ci pensò un momento. Poi prese il telefono, uscì in giardino, dove ogni tanto arrivava una tacca di segnale, e cercò Tommaso Ferri Pianfosco.

Tornò dopo cinque minuti. Aveva la faccia di chi ha visto qualcosa che non doveva vedere.

Sul sito del giornale della valle c’era una pagina di archivio, una foto in bianco e nero di un vecchio articolo. Il titolo diceva:

RAGAZZO DISPERSO NEL BOSCO DI PIANFOSCO. CONTINUANO LE RICERCHE NELLA NEVE.

Era datato 14 dicembre 1976. Parlava di un ragazzo di dodici anni, Tommaso Ferri, uscito di casa verso sera per cercare il cane. Una bufera improvvisa. I soccorritori con le torce. Nessuna traccia.

Non c’era un secondo articolo. Non si sapeva come fosse finita.

Quel pomeriggio Luca chiese alla nonna dei Ferri, con la voce più indifferente che riuscì a fare.

La nonna stava pelando le patate e non alzò gli occhi.

«Ve l’ho detto, erano i nostri vicini. Avevano due figli, Tommaso e Piero. Tommaso aveva un walkie-talkie e Piero l’altro, e si parlavano la sera da una finestra all’altra.» Tagliò una patata in due. «Poi un inverno Tommaso si perse nel bosco. Piero, che era il più piccolo, restò tutta la notte alla finestra con la radio accesa, a chiamarlo. Tommaso non rispose mai.»

«E poi?»

«E poi i Ferri se ne andarono in città. Basta. Non sono storie da raccontare prima di dormire.»

Quella sera Luca non riuscì a mangiare niente.

Alle undici meno cinque era seduto sul letto, con il walkie-talkie in mano e la luce accesa. Irene era seduta accanto a lui.

Alle 23:00 in punto il fruscio si interruppe.

«Luca? Ci sei? Passo.»

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