La bella addormentata nel bosco

Tutti i fusi del regno

Capitolo 3 di 6
Rosaspina, una ragazza bionda con un abito verde, allunga la mano verso il fuso di un vecchio arcolaio in una stanza di pietra, mentre una vecchina con lo scialle rattoppato la guarda sorridendo.

Il re, che avrebbe fatto qualunque cosa per salvare la sua bambina, ordinò che tutti i fusi del regno fossero raccolti e bruciati. Non ne doveva restare nemmeno uno, in nessuna casa, in nessun villaggio.

La principessa crebbe, e i doni delle fate si videro tutti: era buona, bella, gentile con chiunque. Cantava mentre andava per i corridoi, parlava con i cuochi come con i cavalieri, e chi la incontrava non poteva fare a meno di volerle bene. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, il re faceva controllare un’altra volta tutte le stanze, per essere sicuro che di fusi non ce ne fossero più.

Il giorno in cui compì quindici anni, il re e la regina erano usciti e la ragazza era rimasta sola nel castello. Girò per le stanze, guardò i libri della biblioteca, sbirciò nelle cucine, aprì porte, scese e risalì scale, finché arrivò a una vecchia torre dove non era mai stata.

Salì lungo una scala stretta e a chiocciola, e in cima trovò una porticina con una chiave arrugginita nella serratura. La chiave girò, la porta si aprì, e dentro una piccola stanza sedeva una vecchina con un fuso in mano, intenta a filare il lino.

«Buongiorno, nonnina,» disse la principessa. «Che cosa stai facendo?».

«Filo,» rispose la vecchina, che non aveva mai sentito parlare dell’ordine del re.

«E quella cosa che gira così allegra, cos’è?».

La principessa allungò la mano per toccarla. Appena la sfiorò, sentì una puntura sul dito.

Un attimo dopo, si addormentò.

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